Focus stacking con CombineZP

February 22, 2012  •  Leave a Comment

Chiacchere di CarnevaleChiacchere di Carnevale, foto in focus stackingChiacchere di Carnevale, foto in focus stacking Nell'ultimo post ho avuto modo, brevemente, di illustrare le caratteristiche della tecnica del focus stacking in fotografia. E' arrivato così il momento di provare a metterla in pratica per valutare i risultati che se ne possono ottenere. Tra i vari software a disposizione e citati precedentemente, ho optato per CombineZP. In realtà non si tratta del più quotato tra i software a disposizione nè del più intuitivo nè di quello dotato dell'interfaccia più bella. La grande qualità di CombineZP è di essere l'unico totalmente gratuito. Si tratta di un progetto open source sviluppato da Alan Hadley e scaricabile da questo sito. CombineZP permette varie operazioni su stack, sequenze, di fotografie dello stesso soggetto.

Personalmente, uno dei campi in cui maggiormente soffro la mancanza di profondità di campo è la food photography. Le riprese in close-up riducono drasticamente l'area del soggetto che risulta a fuoco e, mentre questo può essere positivo per lo sfondo, non semprè lo è per il piatto fotografato.

Molto spesso la porzione a fuoco è troppo ridotta anche lavorando con diaframmi molto chiusi (magari in un'altra occasione avremo modo di tornare sulle formule che consentono il calcolo della profondità di campo in relazione a focale, diaframma e distanza). Il focus stacking, per tale motivo, sembra una tecnica ideale da applicare alla food photography. Inoltre, rispetto alla macrofotografia naturalistica, qui si ha il vantaggio che il soggetto non si muove!

Come "cavia" per l'esperimento, dato il periodo, ho utilizzato le "chiacchere". Le chiacchere sono dei tipici biscotti del periodo di carnevale, in Sicilia. Un piatto con questi biscotti, fotografato in close-up risultava a fuoco solo in una minima parte del campo.

L'attrezzatura usata è stata una Canon Eos 300 D su un treppiede fotografico ed il classico 18-55 come obiettivo. Per tale motivo ho lavorato con diaframma f/8 che è l'apertura che dà la migliore definizione con tale economico obiettivo. Per poter lavorare in close-up, dal momento che il 18-55 consente una distanza minima di messa a fuoco di 28 cm, ho utilizzato una lente addizionale da +2 diottrie. Uno scatto flessibile era inoltre necessario per evitare micromossi. L'illuminazione era quella naturale della finestra con un grande cartone chiaro utilizzato come riflettore per schiarire le ombre.

La prima cosa di cui mi sono reso conto è che i punti di messa  a fuoco della 300D sono insufficienti per questo tipo di operazione. La fotocamera infatti permette di selezionare tra 7 differenti punti di messa a fuoco e l'utilizzo dei soli 3 verticali con l'autofocus avrebbe dato una sequenza di immagini con un range troppo ampio. Per tale motivo sono passato in manuale ed ho scattato una sequenza di 9 immagini, tutte con messa a fuoco leggermente diversa, focheggiando man mano da dettagli più vicini a quelli più distanti. La cosa buona è che per questo tipo di tecnica è a nostra discrezione la scelta dell'ampiezza di campo che vogliamo ottenere a fuoco. Nel nostro caso non ho effettuato scatti con lo sfondo a fuoco in quanto preferivo avere lo sfocato su quanto non era il soggetto principale.

Differenza tra due immagini della sequenza di focus stackingDifferenza tra due immagini della sequenza di focus stackingDifferenza tra due immagini della sequenza di focus stacking

Le foto sono state effettuate in Jpg in quanto una delle limitazioni di CombineZP, a differenza di altri software, è quella di lavorare soltanto a 8 bit e non a 16 bit e, pertanto, in RAW. Una seconda -parziale-limitazione è quella che le immagini devono essere caricate in ordine di messa a fuoco, dal punto più vicino a quello più lontano. Un'operazione che si può fare al momento dello scatto o ordinando poi le immagini nel software.

Una volta ottenute le immagini, la sequenza effettuata su CombineZP è stata la seguente:

Schermata di CombineZPSchermata di CombineZPSchermata di CombineZP 1) Cliccare su "new" e selezionare le immagini da fondere insieme

2) Allineamento e bilanciamento dei frames tramite "Align and Balance used Frames"

3) Pyramid weighted average

4) Infine è stata selezionata l'area dell'immagine da salvare e salvata al 100% di qualità

 

Come si vede l'immagine ottenuta ha una profondità di campo molto maggiore rispetto ai frames iniziali. Sia i dettagli in primo piano che quelli più lontani appaiono a fuoco. L'immagine risulta molto contrastata e può eventualmente essere ulteriormente corretta con software di fotoritocco quali Photoshop.

Ecco di seguito l'immagine finale delle nostre "chiacchere" di carnevale.

Immagine risultante dal focus stackingImmagine risultante dal focus stackingImmagine risultante dal focus stacking


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