Dark frame e flat field in astrofotografia

April 20, 2012  •  Leave a Comment

Questo vuole essere il primo di una serie di articoletti introduttivi all'astrofotografia, un settore interessantissimo ma che finora ho un po' trascurato in questo sito. L'avvento del digitale ha profondamente modificato le tecniche di ripresa degli astrofotografi che dalle originarie pellicole, dalle lunghe esposizioni e dal difetto di reciprocità si sono trovati a confrontarsi con esposizioni multiple, stacking di frame via software e, appunto, dark frame e flat field per migliorare la qualità delle immagini.

Questi due particolari riprese servono per correggere problemi strumentali che vengono registrati nelle immagini. In pratica, per esaltare la foto astronomica, l'immagine finale viene ottenuta sottraendo il dark frame e dividendo per il flat field.

Ma di cosa stiamo parlando in pratica ?

Dark frame: si ottiene effettuando una ripresa (o spesso anche più) con il coperchio dell'obiettivo o del telescopio chiuso. Le impostazioni di ripresa (tempo di esposizione, iso) devono essere identiche al corpo celeste fotografato. Si otterrà così un'immagine del solo rumore strumentale (circuiti elettronici, pixel difettosi ecc.). E' importante che venga fatto sul campo, nelle stesse condizioni di ripresa in quanto può variare dipendentemente da fattori come la temperatura.

Flat field: serve a correggere la risposta non uniforme dei pixel del sensore. Questa immagine si ottiene nelle stesse condizioni di ripresa del corpo celeste, puntando però il sensore su una superficie uniformemente illuminata. Per il flat field si può ricorrere all'ausilio di un flat field box, anche autocostruito o, in alternativa, alcuni utilizzano anche il naturale cielo del crepuscolo (riprendendo magari poi anche dei dark del flat). Il flat field viene utilizzato per correggere difetti ottici (ad es. vignettatura dovuta alle lenti) o disuniformità dovute al sensore. Vanno presi con la più bassa sensibilità iso disponibile.

Altro tipo di ripresa a volte utilizzato per elaborazioni correttive è il

Bias o offset: questo frame viene ripreso nelle stesse condizioni operative ma con tappo chiuso e con il più veloce tempo di esposizione permesso dalla fotocamera.

Al momento di elaborare la nostra immagine astronomica useremo un apposito software (ad es. l'ottimo e free DeepSkyStacker) per fondere le nostre immagini corregendole al contempo grazie a dark, flat e bias.


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